Nero

riso nero

Nei giorni scorsi ho provato a pranzare con il riso “tipo nero”. Il riso come alimento può avere un impatto sensibile sulla glicemia, in un contesto di alimentazione ipocalorica. Nel passato avevo provato il “basmati”, che, secondo la letteratura in materia, pesava meno dell’arborio ed altri tipi di riso “classici”. In effetti il basmati un peso inferiore sul livello di zucchero nel sangue lo da, in particolare, a mio avviso, sul diabete quando viene utilizzato per la classica ed estiva insalata di riso, esempio: una volta ho mangiato tre etti di insalata di riso basmati; prima avevo 110 di glicemia e dopo 137 mg/dl.

Ma per tornare al “riso nero”, l’impatto glicemico è stato altrettanto buono: prima avevo 70 di glicemia e dopo 125 mg/dl. In conclusione questa varietà di alimento costituisce una valida alternativa alla pasta, senza per questo rendere instabile il nostro diabete.

Estate con

sole

Siamo nel cuore dell’estate, e per chi può (io no al momento) c’è la vacanza: vita all’aria aperta, movimento, attività ricreative, magnate, ozio e via. Con l’estate si sta meglio, ma ricordiamoci sempre che il diabete non va in vacanza, e rammentiamoci di lui facendo gli autocontrolli del caso, sia per evitare le ipo che le iperglicemie. Eppoi ricordiamoci di fare l’insulina o prendere gli altri medicinali con noi: in tal senso, se siamo sbadati e pensiamo di esserlo, è utile portare con noi un timer per ricordare gli orari delle medicine o, in alternativa, usare quello del telefonino.

Il tutto aiuta a fare vacanze serene per noi e chi ci accompagna.

Sostegno, sostegni

wait

Giorni addietro ho postato sulla questione centrale dell’educazione sanitaria, alimentare e di vita al diabete (sulla stregua dei paesi anglosassoni). In attesa di rendere stabile ed organico il momento di formazione, supporto alla vita col diabete, e senza allungare troppo i tempi di concretizzazione di questo aspetto nel sostegno del diabetico ad affrontare, senza eccessivi traumi, le cose da fare; si potrebbe usare il percorso di “tutoraggio emulativo”. Cosa intendo? A titolo esemplificativo: una comunità di pazienti diabetici supportata, oltre che dal personale sanitario, dagli stessi diabetici “postivi”, ovvero coloro che attraverso una gestione efficace dell’autocontrollo adeguato della malattia, sono riusciti a raggiungere e mantenere un buon compenso dei parametri glicemici e non solo.

Insonnia diabetica

insonnia

Uno dei timori spesso presenti nel diabetico è rappresentato dall’ipoglicemia notturna. Tutti noi, diabetici di breve e lungo corso, siamo sempre in attesa di un qualche congegno in grado di allertarci quando i valori della nostra glicemia stanno pericolosamente scendendo, così da scongiurare una ipo. Aspettiamo. E intanto che fare? Io mi organizzo in questo modo: alle 23 mi faccio una glicemia: se il valore è < 100/120 mg/dl allora ripeto il controllo un’ora dopo, e se la tendenza rimane al basso mangio qualcosa, senza esagerare, tipo uno yogurt.

Prospettive

Servizio sanitario

Sui giornali di sabato scorso ho letto, in generale, della riduzione, a partire dal 2009, del livello delle prestazioni sanitarie e simili. Al di là dai facili allarmismi e delle vere e proprie ricadute su ognuno di noi, diabetico o no, resta comunque evidente il concreto ritorno dei “ticket”, o partecipazione aggiuntiva alla spesa sanitaria per l’avvenire, e non solo per coprire i buchi della finanza pubblica, ma anche per fornire servizi comunque sempre più onerosi. Anche se rimane sempre aperto il divario sull’assistenza da regione a regione, e chi ha il diabete ne sa qualcosa, ad esempio con la fornitura dei cosiddetti presidi (strisce per il controllo della glicemia ed altro).

Frutta salutare

anguria

Anche questo fine settimana sono alla frutta… pardon parlo di frutta di stagione che fa bene al diabete, ai reni, alla nostra salute: il cocomero (solo 3.7% di zuccheri!), ricco d’acqua (> 95%); può essere divorato anche a fine pasto, comunque fate voi, perché l’impatto sulla glicemia è quasi impercettibile e col caldo di questi giorni aiuta a reintegrare i sali e minerali perduti.

Unica nota cautelativa: se avete problemi di reflusso gastroesofageo, è meglio mangiarlo lontano dai pasti centrali. Buon appetito e fine settimana.

In punta di dita

controllo

Col diabete a forza di fare autocontrolli della glicemia i miei polpastrelli si sono induriti, quasi incalliti, nel corso di più di quarantanni di mellito 1 (quasi 45), e la loro sensibilità a volte ne risente.

Che fare? Oltre ad alternare i punti di foro, come per le iniezioni di insulina, cosa sempre da esercitare, si può usare una crema per le mani neutra ed ammorbidente. Il tutto può essere di sollievo e beneficio.

Pompa o non pompa

Microinfusore

In questo punto della mia vita col diabete la tecnologia dei microinfusori è sempre più micro, e la qualità del diabete ne può risentire in meglio. Trentanni addietro non era così: le micro pompe erano “macro” e la collocazione dell’ago sottocute faceva sorgere irritazioni e piccole piaghette a livello di superficie epidermica, di cui porto la traccia ancora oggi.

Io lo ribadisco perché all’epoca fui uno dei primi ad utilizzare la tecnica, e anche uno dei primi a rinunciarvi. Ed oggi sto riflettendo per il futuro: poiché il diabete continuerà ad essere il mio compagno per tutta la vita che mi resta, spero lunga, debbo vedere se, in prospettiva, con l’aggeggio in titolo potrò mantenere un livello di controllo della malattia anche in età avanzata. Chissà…

Tecnologie e diabete

tecno

Per essere coerente col titolo del post l’altro giorno, nel corso della visita medica per il diabete, ho visto appeso un manifesto di un convegno di studi sulle tecnologie ed il diabete, che si terrà a fine gennaio 2009 a Ravenna, organizzato dall’ADI e SDI (le organizzazioni dei medici diabetologi italiani). Ho visto il sito dedicato al tema: http://www.tecnodiabete.org ancora scarno di contenuti, anche se alcune cose utili da apprendere ci sono. Il punto di fondo resta sempre quello: quando si vedranno in concreto i risultati di tutti questi annunci di nuove tecnologie? E ancora, quando saranno disponibili in Italia? Visto che c’è sempre un divario di tempi tra noi e altre realtà geografiche.

Perchè farlo?

fumo

Tutte le volte che vado in ambulatorio a farmi controllare il diabete ci sono sempre un nutrito numero di diabetici, fuori, che fumano continuamente e nervosamente sigarette o simili.

Lo dico da ex fumatore qual’ero: fumare non solo fa male, ma aiuta ad accorciare ancor di più la nostra vita di diabetici e no, e comunque determina una sofferenza aggiuntiva a quella già posseduta.

Il fumo aiuta a destabilizzare la glicemia nel diabetico, porta all’infarto e all’ictus; ed io sono testimone reale di tutto questo: nel 2004 ho avuto un “low stroke”, e posso ringraziare la sorte di non aver subito danni estremi al fisico, così poco dopo ho smesso con le sigarette. Ci vuole volontà, come in tutte le cose, ma quando ti arriva una ammonizione sta in te capire se vuoi correggerti od essere espulso.